Persona che lavora su un laptop a una scrivania in un ufficio moderno, con documenti e un taccuino accanto e un’altra persona che lavora sullo sfondo.

I team di infrastruttura e operations (I&O) operano da tempo in un paradosso noto: più rapidamente cresce il business, maggiore è la pressione assorbita dall’I&O. Ogni nuovo deployment applicativo, ogni endpoint aggiunto e ogni workload cloud avviato generano maggiore complessità, più rischi e più ticket.

Le risposte tradizionali a questa pressione — più personale, più strumenti, più script, più API — hanno offerto, nella migliore delle ipotesi, un sollievo incrementale. Tuttavia, il problema strutturale di fondo, l’architettura sottostante delle operations reattive, è rimasto ostinatamente invariato. Fino a oggi.

L’AI agentica reinventa completamente questa architettura.

L’AI nell’IT e nelle operations (I&O) ha superato la fase di assistenza e suggerimento. Gli agenti autonomi in grado di ragionare, pianificare, eseguire e apprendere sono ormai operativi, non più solo voci nelle roadmap future. Le organizzazioni che stanno implementando intenzionalmente l’AI agentica stanno già ottenendo benefici significativi. Il nostro report di ricerca 2026 sulla maturità dell’AI ha rilevato che il 57% delle organizzazioni IT utilizza l’AI agentica per diversi workflow IT importanti, mentre il 17% vi fa affidamento per processi end-to-end estesi. Questa implementazione sta riducendo i tempi di risoluzione da ore a minuti e deviando migliaia di ticket manuali ogni trimestre.

Inoltre, l’89% delle organizzazioni che ha scalato l’AI a un livello ampio o business-critical ha dichiarato che l’AI aiuta spesso i team a rilevare i problemi prima ancora che gli utenti finali se ne accorgano, rispetto al 43% nella fase iniziale di sperimentazione. Questo cambiamento sta portando l’I&O da un approccio reattivo a uno proattivo e intelligente.

La domanda che rimane è con quale rapidità la tua organizzazione possa compiere la transizione verso l’implementazione dell’AI agentica nel proprio ambiente I&O su larga scala.

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Perché abbiamo raggiunto il limite dell’automazione tradizionale

Per comprendere l’importanza dell’AI agentica, è utile valutare ciò che l’ha preceduta e perché non è mai stato sufficiente.

L’automazione tradizionale nell’I&O è stata estremamente preziosa. I runbook hanno codificato la conoscenza istituzionale. Gli script hanno standardizzato i processi ripetitivi. I bot di Robotic Process Automation (RPA) gestiscono workflow strutturati basati su regole. Questi strumenti hanno ridotto lo sforzo manuale ai margini e hanno consentito ai team di fare di più con lo stesso organico. Ma sono sempre stati fondamentalmente fragili: dipendenti da istruzioni esplicite, incapaci di adattarsi a situazioni nuove e impossibilitati ad agire senza un intervento umano alla guida.

Considera uno scenario classico: un deployment di patch non riesce su un sottoinsieme di endpoint alle 2 del mattino. Un’automazione basata su regole potrebbe registrare l’errore e creare un ticket. Uno script più complesso potrebbe tentare un nuovo tentativo. Ma nessuno dei due può diagnosticare se l’errore deriva da un’applicazione in conflitto, da un agente danneggiato, da un problema di segmentazione della rete o da una deriva nella configurazione delle policy. Nessuno dei due può adattare in tempo reale la propria strategia di risoluzione. Nessuno dei due può comunicare il contesto al service desk, aggiornare il CMDB o eseguire un’escalation intelligente in base alla criticità degli asset interessati. Un ingegnere umano viene chiamato in reperibilità. Il ciclo continua.

Questo è il limite dell’automazione tradizionale: esegue istruzioni, ma non pensa. Automatizza attività, ma non può orchestrare risultati. E, con l’aumento esponenziale della complessità degli ambienti infrastrutturali — tra architetture on-premise, multi-cloud, edge e ibride — il divario tra ciò che l’automazione basata su regole può gestire e ciò di cui i team I&O hanno bisogno si è trasformato in un abisso.

L’AI agentica è la risposta per colmare questo divario.


Cosa significa l’AI agentica per l’I&O

I sistemi di AI agentica possono definire obiettivi in modo indipendente, sviluppare piani per raggiungerli, intraprendere azioni multi-step su strumenti e sistemi, valutare i risultati e adattare il proprio approccio, il tutto senza richiedere l’intervento umano a ogni passaggio. A differenza di un chatbot che risponde a una domanda o di uno script che esegue un workflow predefinito, un sistema agentico è orientato agli obiettivi e adattivo. Opera lungo l’intero ciclo di vita di un’attività, dall’identificazione alla risoluzione.

Nel contesto I&O, questo significa che un agente autonomo può fare ciò che prima richiedeva un ingegnere qualificato oppure una catena complessa e fragile di script di automazione: correlare segnali provenienti da sistemi di monitoraggio eterogenei, identificare la causa principale di un incidente, eseguire la risoluzione appropriata, verificare che la correzione abbia funzionato, aggiornare i record pertinenti e chiudere il ciclo, il tutto nel tempo che una persona impiegherebbe ad aprire un ticket.

Il cambiamento non è solo operativo, ma anche filosofico. Passiamo da un modello in cui le persone avviano l’azione e l’automazione la esegue, a un modello in cui gli agenti intelligenti avviano, eseguono e verificano l’azione, mentre le persone garantiscono supervisione e governance. Per i leader I&O, non si tratta di una minaccia per il team. È il più grande moltiplicatore di capacità che il tuo team abbia mai avuto.


L’AI agentica abilita l’I&O su larga scala

La coda dei ticket del service desk è il sintomo più evidente di una funzione I&O sotto pressione. Reimpostazioni delle password, installazioni software, provisioning degli accessi, risoluzione dei problemi di connettività: queste richieste ad alto volume e bassa complessità consumano una quota enorme del tempo degli analisti e aumentano i costi operativi. Sono anche profondamente frustranti per i dipendenti che hanno bisogno di una risoluzione immediata, non dopo una finestra SLA di 48 ore.

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Eliminare il predominio della coda dei ticket

L’AI agentica elimina la coda come collo di bottiglia. Immagina di avere un agente AI conversazionale, come Ivanti Neurons AI Self Service Agent, che non si limita a recuperare una risposta da una knowledge base: convalida l’identità, verifica le policy di conformità, esegue il workflow di provisioning, conferma la modifica nel system of record e notifica il richiedente, tutto in pochi minuti. Il ticket non arriva mai a un analista umano. Il tempo dell’analista viene recuperato per attività che richiedono giudizio umano.

Ora immagina di dare a un analista più tempo per gestire attività complesse. Un collega digitale basato su AI agentica lavora al fianco di un agente umano per offrire insight proattivi, consigliare il modo migliore per risolvere il problema e automatizzare tramite azioni intelligenti.

Le organizzazioni che implementano l’AI agentica nel service desk segnalano costantemente riduzioni significative del volume dei ticket, spesso entro il primo anno di implementazione e con ulteriori incrementi man mano che il sistema matura e apprende. Questa non è automazione nel senso tradizionale. È orchestrazione intelligente su larga scala.

Risoluzione proattiva prima che gli utenti ne avvertano l’impatto

Gli incidenti più costosi nell’I&O sono quelli che si sarebbero potuti prevenire. Capacità disco non osservata finché non ha raggiunto il 100%. Scadenze dei certificati non monitorate finché i servizi non si sono interrotti. Vulnerabilità software non corrette finché non sono state sfruttate. Questi errori erano quasi sempre prevedibili a posteriori: i segnali c’erano. Il problema era che nessuno monitorava tutto, in ogni momento.

Autonomous Endpoint Management con AI agentica monitora continuamente la telemetria su endpoint, reti, applicazioni e infrastruttura cloud. Gli agenti rilevano anomalie, correlano segnali deboli e avviano la risoluzione prima che un problema si manifesti come interruzione o incidente di sicurezza. Un disco che si avvicina al limite di capacità viene ampliato. Un certificato in scadenza viene rinnovato. Un endpoint vulnerabile viene corretto con una patch durante la successiva finestra di manutenzione, prima che lo sfruttamento diventi un rischio.

Questo passaggio dal reattivo al proattivo è la capacità di maggior valore che l’AI agentica porta all’I&O. Non si limita a ridurre il costo degli incidenti: previene gli incidenti, i tempi di inattività, l’interruzione del business e il danno reputazionale che li accompagnano. Per i leader I&O, questo cambiamento ridefinisce il significato di successo operativo. Sposta la misurazione dal tempo medio di risoluzione, una metrica reattiva, al tempo medio di prevenzione: la frequenza con cui il tuo ambiente rileva e corregge prima che si verifichino impatti sul business.

Scalare senza aumentare l’organico

Gli ambienti IT aziendali crescono più rapidamente dei budget IT. Il rapporto tra endpoint e ingegneri continua ad aumentare. I workload cloud si moltiplicano. I requisiti di sicurezza si intensificano. In questo contesto, la leva tradizionale “assumere più persone” non è né finanziariamente sostenibile né operativamente sufficiente: il mercato dei talenti semplicemente non può fornire il volume di ingegneri qualificati richiesto.

L’AI agentica ridefinisce l’equazione della scalabilità. Un agente autonomo non ha orari di lavoro standard, limiti di capacità cognitiva o tempi di onboarding. Può gestire centinaia di attività simultanee su migliaia di endpoint senza degrado di prestazioni o qualità. Man mano che l’ambiente cresce, l’agente scala con esso: non in modo lineare, ma esponenziale. Un agente autonomo ben configurato può coprire il carico di lavoro precedentemente distribuito tra più analisti junior, liberando gli ingegneri senior affinché si concentrino su architettura, innovazione e iniziative strategiche invece che sulla risoluzione ordinaria.

Non si tratta di sostituire le persone. Si tratta di consentire loro di operare al livello che le loro competenze meritano.


Il system of record come fondamento del successo

Implementare efficacemente l’AI agentica richiede più di un motore AI capace. Richiede una base di dati affidabile e completa: tale base è il tuo system of record integrato nella piattaforma Ivanti Neurons, che contiene una fonte autorevole di dati, tra cui intelligence sui dispositivi, vulnerabilità ed esposizioni, inventario software e informazioni di gestione dei servizi. Un system of record che sa quali asset esistono, chi ne è il proprietario e se sono conformi.

Un system of record nel contesto I&O è la fonte autorevole di verità per il tuo ambiente IT: ogni asset hardware e software, ogni configurazione, ogni relazione, ogni policy, ogni modifica. È il livello di intelligence che consente a un agente autonomo di prendere decisioni con sicurezza. Senza di esso, un agente che opera nel tuo ambiente procede per tentativi. Con esso, ragiona a partire dai fatti.

Il più efficace system of record per l’AI agentica nell’I&O riunisce diversi elementi critici. I dati del Configuration Management Database (CMDB) devono essere accurati, aggiornati e arricchiti: non il repository obsoleto e aggiornato manualmente che la maggior parte delle organizzazioni ha ereditato, ma un record mantenuto dinamicamente del tuo ambiente reale. L’IT Asset Management (ITAM) consente di gestire gli asset dalla creazione alla dismissione e di garantire il mantenimento di una titolarità accurata.

I workflow di service management devono essere pienamente integrati, in modo che gli agenti possano creare, aggiornare e risolvere ticket come parte del loro flusso di esecuzione. I dati su identità e accesso devono essere accessibili, consentendo agli agenti di prendere decisioni conformi alle policy in materia di provisioning e diritti. Inoltre, i flussi di telemetria provenienti da strumenti di monitoraggio, vulnerabilità e prestazioni devono confluire in un contesto unificato che gli agenti possano interrogare in tempo reale.

Quando questi elementi sono presenti, gli agenti autonomi operano con precisione. Sanno quali asset sono critici e quali no. Sanno quali modifiche richiedono approvazione e quali rientrano nei confini di automazione definiti. Conoscono la storia di un asset — errori precedenti, patch in sospeso, software installato, vulnerabilità attive — e applicano quel contesto a ogni decisione.

Le organizzazioni che tentano di implementare l’AI agentica senza investire nel proprio system of record in genere riscontrano che i loro agenti producono risultati incoerenti o richiedono correzioni umane costanti. L’AI è intelligente solo quanto i dati a cui può accedere. Investire nella qualità e nell’integrazione dei dati non è un prerequisito che può essere rimandato: è il lavoro che determina se l’AI agentica offre valore trasformativo o un miglioramento marginale.


Valore per il business: oltre le metriche di efficienza

I benefici operativi dell’AI agentica nell’I&O sono convincenti di per sé. Tempi di risoluzione più rapidi. Volumi di ticket più bassi. Riduzione del tempo medio di rilevamento e risoluzione. Sono metriche che parlano ai leader I&O e giustificano l’investimento sulla base della pura efficienza dei costi.

Ma il valore per il business va ben oltre la dashboard del service desk.

Quando i team I&O vengono liberati dal lavoro reattivo e ripetitivo, reindirizzano la propria capacità verso iniziative che favoriscono la differenziazione competitiva: accelerare il deployment delle applicazioni, rafforzare la postura di sicurezza, abilitare programmi di trasformazione digitale e costruire l’infrastruttura resiliente e scalabile di cui il business ha bisogno per crescere. La funzione I&O evolve da centro di costo che assorbe il rumore operativo a facilitatore strategico che plasma i risultati di business.

L’esperienza dei dipendenti è una dimensione di questo valore spesso sottovalutata. Quando i dipendenti ricevono risposte istantanee e intelligenti alle loro richieste invece di attendere giorni in una coda di ticket, la loro produttività aumenta e la frustrazione verso l’IT diminuisce. In un mondo in cui l’esperienza dei dipendenti è un fattore di differenziazione competitiva per l’acquisizione e la fidelizzazione dei talenti, una funzione IT fluida e reattiva è un vero asset per il business.

L’AI agentica offre inoltre una riduzione significativa del rischio. In un ambiente in cui un singolo incidente ransomware può costare milioni in tempi di inattività e risoluzione, e in cui le sanzioni normative per la non conformità alla sicurezza aumentano, la gestione proattiva delle vulnerabilità e l’applicazione automatizzata delle policy forniscono una mitigazione del rischio quantificabile, rilevante ben oltre l’organizzazione IT, a livello di consiglio di amministrazione e nell’ufficio del CFO.

Infine, l’AI agentica accresce il proprio valore nel tempo. Ogni interazione, ogni risoluzione, ogni decisione di escalation genera dati che migliorano le prestazioni future dell’agente. A differenza dell’automazione statica, che si degrada con il cambiamento degli ambienti, i sistemi agentici si adattano e migliorano, offrendo rendimenti crescenti sull’investimento iniziale.


Il percorso da seguire

Infrastruttura e operations stanno attraversando una trasformazione cruciale. I sistemi che supervisioniamo oggi sono più complessi, distribuiti e vitali per il successo del business che mai nel panorama dell’IT aziendale. Le richieste sull’I&O sono ai massimi storici. Tuttavia, il modello operativo convenzionale, che si basa su interventi manuali reattivi e su un’automazione fragile guidata da regole, ha raggiunto il suo massimo potenziale.

L’AI agentica offre un modello fondamentalmente migliore: un modello in cui agenti intelligenti e autonomi gestiscono il lavoro ad alto volume, sensibile al tempo e sempre più complesso della gestione dell’infrastruttura, in modo continuo, accurato e su larga scala, mentre i tuoi ingegneri si concentrano sul lavoro strategico che rende la tua organizzazione più competitiva e resiliente.

Le organizzazioni che investono oggi in questa capacità non stanno semplicemente migliorando le proprie operations IT. Stanno costruendo una funzione I&O in grado di rispondere alle esigenze del prossimo decennio della tecnologia aziendale. Crediamo che questo sia lo standard a cui ogni leader I&O dovrebbe puntare e che l’AI agentica sia lo strumento più potente disponibile per arrivarci.

Scopri come le funzionalità di AI agentica di Ivanti aiutano i team I&O a trasformare le proprie operations in Affrontare il passaggio all’AI agentica nell’IT Service Management.