<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0"><channel><title>Ivanti Blog: Post di </title><description /><language>it</language><atom:link rel="self" href="https://www.ivanti.com/it/blog/authors/mariah-shotts/rss" /><link>https://www.ivanti.com/it/blog/authors/mariah-shotts</link><item><guid isPermaLink="false">513d53be-3023-4a98-824e-75a7e088d526</guid><link>https://www.ivanti.com/it/blog/dll-hijacking-prevention</link><atom:author><atom:name>Mariah Shotts</atom:name><atom:uri>https://www.ivanti.com/it/blog/authors/mariah-shotts</atom:uri></atom:author><category>Gestione degli endpoint</category><category>Gestione delle patch</category><category>Sicurezza</category><title>DLL hijacking: rischi, esempi reali e come prevenire gli attacchi</title><description>&lt;p&gt;Si è parlato molto di &lt;a href="https://www.cve.org/CVERecord?id=CVE-2025-56383" rel="noopener" target="_blank"&gt;CVE-2025-56383&lt;/a&gt; (pubblicata il 26 settembre 2025), una vulnerabilità di hijacking in Notepad++ v8.8.3 in cui un file DLL può essere sostituito per eseguire codice dannoso.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La CVE è stata contestata da più parti, ma non è questo l’aspetto su cui intendiamo soffermarci. Vogliamo invece approfondire il DLL hijacking e discutere della minaccia concreta che rappresenta per un’organizzazione. Vediamo cos’è il DLL hijacking e quali misure è possibile adottare per mantenere le DLL al sicuro.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;Cos’è il DLL hijacking e come avviene&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Il DLL hijacking (noto anche come attacco di preloading delle DLL) è una vulnerabilità di sicurezza in cui un file Dynamic Link Library (DLL) legittimo e attendibile in un’applicazione Windows viene sostituito con un file dannoso.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Questo metodo sfrutta il modo in cui le applicazioni caricano i file DLL, che contengono codice e dati utilizzati da più programmi. Caricando una DLL dannosa, un threat actor può eseguire il proprio codice con gli stessi privilegi dell’applicazione legittima, provocando escalation dei privilegi, persistenza ed evasione delle difese.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Quando un programma si avvia, spesso deve caricare diverse DLL per eseguire funzioni specifiche, in genere da directory di sistema attendibili. Tuttavia, se un’applicazione non presta attenzione al percorso in cui cerca queste DLL, potrebbe caricare una DLL dannosa da una posizione non sicura o prevedibile (ad esempio, la directory di lavoro corrente o una condivisione di rete). Questo può accadere se l’applicazione non specifica il percorso completo della DLL o se la cerca in una directory accessibile o modificabile da un aggressore.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img alt="Flowchart showing DLL loading sequence. A purple box labeled “Application starts and requests DLL” connects to three folders: “Current Working Directory,” “Network Share,” and “System32.” The Current Working Directory points to a red box labeled “Malicious DLL” with a warning icon, while Network Share and System32 point to orange boxes labeled “Legitimate DLL” with checkmark icons." src="https://static.ivanti.com/sites/marketing/media/images/blog/2025/12/diagram1-dll-hijackcing.png"&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Sebbene questo tipo di attacco non sia nuovo, rimane efficace grazie alla sua semplicità. E anche se questo problema specifico riguarda le applicazioni Windows, è importante sottolineare che vulnerabilità simili possono interessare altri sistemi operativi (come Linux e macOS, che utilizzano il caricamento dinamico per le librerie condivise).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il DLL hijacking introduce molteplici rischi per la sicurezza, tra cui:&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Furto di dati:&lt;/strong&gt; la DLL dannosa può intercettare e rubare dati sensibili, come password o informazioni personali.&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Sistemi compromessi:&lt;/strong&gt; l’aggressore può ottenere il controllo del sistema, con il rischio di ulteriori attacchi o dell’installazione di malware aggiuntivo.&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Malware:&lt;/strong&gt; la DLL dannosa può fungere da canale per la diffusione di malware, infettando altre parti del sistema o della rete.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;Una DLL può essere sottoposta a hijacking in diversi modi; ecco alcune delle tecniche più comuni:&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Ordine di ricerca delle DLL non sicuro:&lt;/strong&gt; gli aggressori inseriscono DLL dannose in directory cercate prima della posizione della DLL legittima.&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Manipolazione dei percorsi relativi:&lt;/strong&gt; le DLL dannose vengono caricate quando le applicazioni utilizzano percorsi relativi.&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Reindirizzamento delle DLL:&lt;/strong&gt; tecniche come la manipolazione dei percorsi reindirizzano il processo di caricamento delle DLL.&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Autorizzazioni deboli:&lt;/strong&gt; gli aggressori sostituiscono DLL legittime con DLL dannose in directory con autorizzazioni deboli.&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Phantom DLL hijacking:&lt;/strong&gt; gli aggressori sfruttano le applicazioni che caricano DLL inesistenti inserendo DLL dannose con lo stesso nome nelle directory oggetto di ricerca.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;&lt;img alt="Circular diagram divided into six colored segments around a center labeled “DLL Hijacking Techniques.” Segments include “Phantom DLL Hijacking,” “Insecure DLL Search Order,” “Relative Path Manipulation,” “DLL Redirection,” “Weak Permissions,” each with a small icon representing the concept." src="https://static.ivanti.com/sites/marketing/media/images/blog/2025/12/diagram2-dll-hijackcing.png"&gt;Queste potenziali vulnerabilità evidenziano l’importanza di pratiche di sviluppo sicuro e della gestione delle autorizzazioni delle directory per prevenire questa forma di attacco.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;Come prevenire il DLL hijacking e mantenere le DLL al sicuro&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Sebbene il DLL hijacking rimanga una minaccia, esistono best practice da seguire e implementare per ridurre il rischio e creare un ambiente IT più sicuro e protetto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img alt="Five concentric circles in gradient colors from orange to purple, representing security layers. The innermost circle reads “Secure DLL Loading,” followed by “Integrity Checks,” “User Permissions,” “App Control and Security Software,” and the outermost circle labeled “Patch Management.”" src="https://static.ivanti.com/sites/marketing/media/images/blog/2025/12/diagram3-dll-hijackcing.png"&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h3&gt;Caricamento sicuro delle DLL:&lt;/h3&gt;

&lt;ul&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Utilizzare percorsi completi:&lt;/strong&gt; specificare sempre il percorso completo della DLL quando viene caricata. In questo modo l’applicazione carica la DLL da una posizione attendibile (e non da una directory non sicura).&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Impostare un percorso di ricerca sicuro:&lt;/strong&gt; utilizzare la funzione SetDllDirectory in Windows per aggiungere directory attendibili al percorso di ricerca ed escludere quelle non sicure. Questo può aiutare a impedire all’applicazione di caricare DLL da posizioni inattese.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;h3&gt;Controlli di integrità dei file:&lt;/h3&gt;

&lt;ul&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Firme digitali:&lt;/strong&gt; assicurarsi che le DLL siano firmate con una firma digitale e verificare la firma prima di caricare la DLL. Questo può aiutare a confermare che la DLL non sia stata manomessa.&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Verifica dell’hash:&lt;/strong&gt; utilizzare funzioni hash crittografiche per verificare l’integrità dei file DLL. Se l’hash della DLL non corrisponde al valore previsto, il file potrebbe essere stato modificato.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;h3&gt;Autorizzazioni degli utenti:&lt;/h3&gt;

&lt;ul&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Principio del privilegio minimo:&lt;/strong&gt; eseguire le applicazioni con il privilegio minimo necessario. Ciò limita il potenziale danno di un DLL hijacking, poiché il codice dannoso disporrà di meno autorizzazioni per eseguire azioni nocive.&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Controllo dell’account utente (UAC):&lt;/strong&gt; abilitare UAC sui sistemi Windows per richiedere agli utenti l’autorizzazione prima di eseguire applicazioni con privilegi elevati. Questo può aiutare a prevenire modifiche non autorizzate ai file di sistema.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;h3&gt;Controllo delle applicazioni e gestione dei privilegi:&lt;/h3&gt;

&lt;ul&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Applicazioni note e attendibili:&lt;/strong&gt; il controllo delle applicazioni garantisce che possano essere avviate solo applicazioni note e attendibili, eliminando il rischio di introdurre applicazioni non autorizzate.&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Controllo dei privilegi:&lt;/strong&gt; una gestione efficace dei privilegi è fondamentale per prevenire il DLL hijacking. Assicurando che le applicazioni dispongano dei diritti e dei privilegi corretti per l’avvio, si limita la possibilità per gli utenti non autorizzati di introdurre file dannosi. Questo controllo agisce come una barriera chiave, limitando l’accesso di cui un aggressore ha bisogno per sfruttare il meccanismo di ricerca delle DLL e migliorando così la sicurezza dell’ambiente.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;h3&gt;Software di sicurezza:&lt;/h3&gt;

&lt;ul&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Antivirus e anti-malware:&lt;/strong&gt; utilizzare software antivirus e anti-malware affidabili per rilevare e impedire il caricamento di DLL dannose. Questi strumenti possono eseguire scansioni alla ricerca di file e comportamenti dannosi noti.&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Sistemi di rilevamento delle intrusioni (IDS):&lt;/strong&gt; implementare IDS per monitorare attività insolite, come modifiche inattese ai file DLL o tentativi di caricare DLL da posizioni non sicure.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;h3&gt;Gestione delle patch:&lt;/h3&gt;

&lt;ul&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Mantenere aggiornato il software:&lt;/strong&gt; aggiornare regolarmente applicazioni e sistemi operativi con le patch di sicurezza più recenti. Molte vulnerabilità di DLL hijacking vengono risolte tramite aggiornamenti, quindi restare al passo aiuta a proteggersi dalle minacce note.&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Patching automatizzato:&lt;/strong&gt; utilizzare uno &lt;a href="https://www.ivanti.com/it/products/ivanti-neurons-for-patch-management"&gt;strumento di gestione automatizzata delle patch&lt;/a&gt; per garantire che tutti i sistemi siano mantenuti aggiornati senza intervento manuale. Questo riduce la finestra di opportunità per gli aggressori di sfruttare vulnerabilità note, incluse quelle che potrebbero essere utilizzate per il DLL hijacking. Questo approccio proattivo aiuta a mantenere l’integrità delle applicazioni e dei sistemi operativi, rendendo molto più difficile per gli aggressori inserire DLL dannose.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;Implementando queste best practice, è possibile ridurre in modo significativo il rischio di DLL hijacking e migliorare la sicurezza complessiva di applicazioni e sistemi.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;Combinare strumenti e tattiche adeguati per prevenire il DLL hijacking&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Il DLL hijacking è una forma di attacco persistente da anni, a dimostrazione del fatto che è ancora efficace e continuerà quindi a rappresentare un problema per le organizzazioni.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Prepara la tua organizzazione al futuro utilizzando le best practice citate sopra insieme a soluzioni comprovate come &lt;a href="https://www.ivanti.com/it/products/application-control"&gt;Ivanti Neurons for App Control&lt;/a&gt; per contribuire a mantenere sicure le DLL. Funzionalità come Trusted Ownership rilevano e impediscono l’esecuzione di una DLL sottoposta a hijacking verificando che la proprietà degli elementi corrisponda all’elenco approvato di proprietari attendibili.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Inoltre, mantieni aggiornate le app per limitare l’esposizione alle vulnerabilità note. Elimina il rischio di errore umano automatizzando il patching con &lt;a href="https://www.ivanti.com/it/products/ivanti-neurons-for-patch-management"&gt;Ivanti Neurons for Patch Management&lt;/a&gt;, assicurando che i sistemi siano aggiornati e protetti automaticamente.&lt;/p&gt;
</description><pubDate>Wed, 17 Dec 2025 14:00:02 Z</pubDate></item><item><guid isPermaLink="false">b5d37845-e187-41b8-a858-389f87997621</guid><link>https://www.ivanti.com/it/blog/windows-11-migration-strategy</link><atom:author><atom:name>Mariah Shotts</atom:name><atom:uri>https://www.ivanti.com/it/blog/authors/mariah-shotts</atom:uri></atom:author><category>Gestione degli endpoint</category><category>Gestione delle patch</category><title>Migrazione a Windows 11: il percorso Customer Zero di Ivanti per gli aggiornamenti a Win11</title><description>&lt;p&gt;Windows 11 offre una sicurezza avanzata e un’interfaccia utente moderna, ma la transizione può essere complessa per le grandi organizzazioni, con sfide logistiche e legate al coinvolgimento dei dipendenti. Microsoft terminerà il supporto per Windows 10 il 14 ottobre 2025, quindi è fondamentale iniziare fin da ora a pianificare ed eseguire le distribuzioni di Windows 11.&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;La necessità di migrare a Windows 11&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Migrare a Windows 11 è essenziale per restare aggiornati, sicuri ed efficienti. Offre funzionalità di sicurezza avanzate, come una crittografia più robusta e un rilevamento delle minacce migliorato, proteggendo i dati e rafforzando la resilienza IT. L’interfaccia intuitiva semplifica inoltre le attività quotidiane, aumentando la produttività. Con la fine del supporto Microsoft per Windows 10 prevista per quest’anno, l’aggiornamento può aiutare le organizzazioni a evitare maggiori rischi per la sicurezza e potenziali tempi di inattività. Secondo &lt;a href="https://www.gartner.com/en/documents/6338779" rel="noopener" target="_blank"&gt;Gartner&lt;/a&gt;, molte aziende scelgono di sostituire anche i dispositivi compatibili con nuovo hardware per garantire prestazioni ottimali con Windows 11. Una pianificazione proattiva assicura una transizione fluida e senza interruzioni.&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Il caso d’uso Ivanti per la migrazione da Windows 10 a Windows 11&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;In Ivanti, stiamo implementando con successo le migrazioni a Windows 11 dall’inizio del 2025. Come molte grandi organizzazioni, discutiamo e pianifichiamo questa migrazione da tempo. L’obiettivo è aggiornare tempestivamente ogni dispositivo idoneo e valutare i dispositivi non idonei per ulteriori attività di risoluzione dei problemi o per la sostituzione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per raggiungere questo obiettivo, abbiamo scelto di utilizzare prioritariamente le soluzioni della nostra piattaforma Ivanti Neurons, che ci hanno fornito gli strumenti proattivi e le informazioni necessarie per una distribuzione efficace di Windows 11. Con un approccio per fasi, siamo riusciti a identificare e risolvere i problemi segnalati dagli early adopter e a raccogliere feedback preziosi. Una volta confermata la validità del piano, abbiamo potuto distribuire gradualmente l’aggiornamento al resto dell’organizzazione, garantendo una migrazione complessivamente più fluida.&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Possibili sfide&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Come qualsiasi altra azienda, volevamo anticipare ogni potenziale ostacolo a una migrazione di successo.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;Compatibilità hardware e dispositivi sconosciuti&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;Una delle sfide principali nell’aggiornamento a Windows 11 è soddisfare i requisiti hardware. Molti dispositivi esistenti potrebbero non rispettare i rigorosi criteri di Microsoft, limitando il numero di dispositivi idonei. Questo può essere particolarmente problematico per le organizzazioni con un mix di hardware meno recente. Per affrontare questo aspetto, il team IT di Ivanti ha utilizzato le nostre funzionalità di discovery per eseguire un inventario e una valutazione approfonditi di tutti i dispositivi, identificando quelli da aggiornare o sostituire prima di avviare la migrazione. Non è possibile migrare dispositivi di cui non si conosce l’esistenza: per questo una visione completa del nostro panorama IT è stata un primo passo fondamentale.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;Resistenza degli utenti finali e interruzioni della produttività&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;La resistenza degli utenti a nuove interfacce e funzionalità può rappresentare un altro ostacolo al successo. Il cambiamento può intimorire, e il nuovo aspetto e le funzionalità di Windows 11 possono mettere in difficoltà gli utenti abituati alle versioni precedenti. Anche gli aggiornamenti del sistema operativo possono interrompere il lavoro degli utenti, causando frustrazione e tempi di inattività. Per ridurre al minimo questi problemi, il team IT di Ivanti voleva assicurarsi che gli aggiornamenti avvenissero nel momento più comodo per l’utente finale, evitando la perdita di lavoro non salvato o interruzioni generali della produttività.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;Continuare gli aggiornamenti di sicurezza con il supporto esteso&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;Non tutti i dispositivi possono essere aggiornati immediatamente a Windows 11 a causa dei requisiti hardware. Tuttavia, il supporto esteso di Ivanti ci consentirà di continuare a fornire aggiornamenti di sicurezza per Windows 10 oltre ottobre, mantenendo questi dispositivi protetti e operativi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La distribuzione degli Extended Security Update (ESU) di Ivanti semplifica il processo di patching, riduce il carico di lavoro dell’IT e mantiene la conformità a normative come GDPR, HIPAA o PCI-DSS. I sistemi privi di patch affrontano oltre 1.200 vulnerabilità ogni anno e, secondo &lt;a href="https://www.ibm.com/reports/data-breach" rel="noopener" target="_blank"&gt;IBM&lt;/a&gt;, una violazione dei dati può costare in media 4,45 milioni di dollari. Dobbiamo assicurarci che tutti i dispositivi che non vengono aggiornati a Windows 11 restino protetti e al sicuro dalle vulnerabilità.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il supporto esteso ci aiuta anche a prolungare il ciclo di vita dei dispositivi che non sono ancora pronti per essere sostituiti, oppure quando i vincoli di budget incidono sulle decisioni. Secondo Gartner, molte aziende stanno ancora rimandando gli acquisti nonostante la necessità di passare da Windows 10 a Windows 11, estendendo il ciclo di vita delle apparecchiature esistenti e cercando alternative per ottimizzare i budget. Le soluzioni ESU di Ivanti aiutano a prolungare la vita utile di questi dispositivi, evitando gli elevati costi di un rinnovo completo dell’hardware. Questo garantisce un patching senza interruzioni, riduce al minimo i rischi per la sicurezza e diminuisce l’impegno manuale dell’IT, aiutandoci a evitare potenziali perdite e interruzioni.&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Il workflow di migrazione a Windows 11 di Ivanti&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Ivanti Neurons ci ha permesso di automatizzare elementi chiave della migrazione, dalla valutazione iniziale dei dispositivi fino all’aggiornamento vero e proprio, semplificando ogni fase e consentendo al nostro team IT di concentrarsi su altre attività mission-critical. In generale, ecco come si presenta in Ivanti il workflow per aggiornare i dispositivi da Windows 10 a Windows 11.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;1. Preparazione&lt;/h3&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Identificazione dei dispositivi:&lt;/strong&gt; creare un gruppo di dispositivi Windows 10 che devono essere aggiornati.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Download dei file:&lt;/strong&gt; inviare i file necessari ai dispositivi, garantendo un trasferimento dei dati efficiente tramite file ZIP.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;h3&gt;2. Controllo preliminare&lt;/h3&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Verifica dell’idoneità:&lt;/strong&gt; eseguire script PowerShell per verificare se il dispositivo soddisfa i requisiti hardware per Windows 11.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Verifica dell’alimentazione:&lt;/strong&gt; assicurarsi che il dispositivo sia collegato all’alimentazione CA.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;h3&gt;3. Interazione con l’utente&lt;/h3&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Notifica:&lt;/strong&gt; utilizzare l’integrazione con il bot di Teams per informare gli utenti sull’aggiornamento e consentire loro di programmarlo.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Consenso:&lt;/strong&gt; gli utenti forniscono il consenso all’aggiornamento tramite un messaggio interattivo di Teams.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;img alt="it notices" src="https://static.ivanti.com/sites/marketing/media/images/blog/2025/7/win11screenshot.png"&gt;&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;4. Esecuzione dell’aggiornamento&lt;/h3&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Avvio dell’aggiornamento:&lt;/strong&gt; eseguire l’Assistente aggiornamento Windows per effettuare l’aggiornamento.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Monitoraggio dell’avanzamento:&lt;/strong&gt; monitorare il processo di aggiornamento e gestire eventuali errori o problemi che si presentano.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;h3&gt;5. Azioni post-aggiornamento&lt;/h3&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Riavvio del dispositivo:&lt;/strong&gt; invitare gli utenti a riavviare i dispositivi per completare l’aggiornamento.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Verifica dell’attivazione:&lt;/strong&gt; verificare che il dispositivo sia attivato con un codice Product Key aziendale.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Aggiornamenti aggiuntivi:&lt;/strong&gt; applicare eventuali aggiornamenti Windows necessari dopo l’upgrade.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;h3&gt;6. Gestione degli errori&lt;/h3&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Creazione automatica dei ticket:&lt;/strong&gt; utilizzare un bot per generare ticket per i dispositivi in cui il processo di aggiornamento non riesce.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Risoluzione dei problemi:&lt;/strong&gt; il team dei servizi enterprise gestisce i casi in cui i dispositivi non possono essere aggiornati automaticamente.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;h3&gt;7. Miglioramento continuo&lt;/h3&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Perfezionamento:&lt;/strong&gt; suddividere il processo di aggiornamento in passaggi automatizzati più piccoli per semplificare le operazioni.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Feedback:&lt;/strong&gt; integrare il feedback degli utenti per migliorare l’esperienza di aggiornamento.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;Questo workflow garantisce una transizione fluida da Windows 10 a Windows 11, riducendo al minimo le interruzioni e gestendo le eccezioni in modo efficiente. Il processo è stato implementato gradualmente, una settimana alla volta. È stato costruito con attenzione e intenzionalità, con l’obiettivo di creare un processo e un workflow validi anche per il futuro, assicurandone flessibilità e modularità. In questo modo potremo riprendere un processo simile per la prossima generazione di Windows, quando arriverà.&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Pronto a iniziare la tua migrazione a Windows 11?&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Migrare a Windows 11 è essenziale per mantenere sicurezza, efficienza e conformità. Ivanti ha sfruttato le proprie soluzioni per automatizzare i passaggi chiave, raccogliere feedback dagli utenti e fornire aggiornamenti di sicurezza estesi per i dispositivi non idonei, garantendo al contempo una transizione fluida che riduce al minimo le interruzioni per gli utenti finali e massimizza l’efficienza dell’IT.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’approccio e il workflow di Ivanti non solo rispondono alle sfide attuali, ma creano anche una base flessibile e modulare per i futuri aggiornamenti del sistema operativo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Pronto a iniziare la tua migrazione a Windows 11? Scopri come Ivanti Neurons può semplificare e automatizzare il processo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="https://www.ivanti.com/it/ivanti-neurons"&gt;Esplora Ivanti Neurons&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Mon, 21 Jul 2025 15:46:23 Z</pubDate></item><item><guid isPermaLink="false">967c92e6-be71-4b1f-b306-088553af8d0d</guid><link>https://www.ivanti.com/it/blog/cloud-based-patch-management-business-value</link><atom:author><atom:name>Mariah Shotts</atom:name><atom:uri>https://www.ivanti.com/it/blog/authors/mariah-shotts</atom:uri></atom:author><category>Sicurezza</category><title>Migrazione al cloud: ottimizzare i risultati aziendali con la gestione delle patch</title><description>&lt;p&gt;Il panorama IT è in continua evoluzione e, con vulnerabilità in costante aumento, mantenere la sicurezza e la stabilità dei sistemi è oggi più fondamentale che mai. Perché qualsiasi aumento delle vulnerabilità comporta un aumento del rischio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Secondo Verizon, lo sfruttamento delle vulnerabilità &lt;a href="https://www.verizon.com/business/resources/reports/dbir/" rel="noopener" target="_blank"&gt;è aumentato del 180%&lt;/a&gt; anno su anno. Inoltre, una ricerca di Google ha dimostrato che gli exploit zero-day hanno &lt;a href="https://cloud.google.com/blog/topics/threat-intelligence/2023-zero-day-trends." rel="noopener" target="_blank"&gt;registrato un aumento del 50% anno su anno&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Poiché le aziende continuano ad adottare la migrazione al cloud, questa crescita di vulnerabilità e rischi per la sicurezza evidenzia l’esigenza vitale di una gestione delle patch efficace. È quindi importante considerare le complessità della gestione delle patch quando si confrontano gli approcci on-premise e basati su cloud.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Esaminiamo entrambe le opzioni e vediamo come il patching basato su cloud può trasformare le operazioni IT offrendo gestione centralizzata, maggiore visibilità e sicurezza superiore.&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Gestione delle patch on-premise e nel cloud a confronto&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Come accennato, le organizzazioni hanno due opzioni principali per la gestione delle patch: on-premise o basata su cloud. Molte aziende devono ora decidere se continuare con la gestione delle patch on-premise o migrare al cloud. Ogni approccio ha vantaggi e svantaggi, quindi è importante comprenderne le differenze.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;Gestione delle patch on-premise&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;La gestione delle patch on-premise prevede la gestione del processo di patching presso la sede fisica di un’organizzazione, dove tutta l’infrastruttura IT, come server e software, viene gestita in loco. Questo approccio consente alle organizzazioni di mantenere il pieno controllo su quando e come vengono applicate le patch, un aspetto essenziale per soddisfare specifiche normative di conformità di settore.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Consente inoltre di applicare rigorosi protocolli di sicurezza personalizzati in base alle esigenze dell’organizzazione. I costi iniziali associati alla gestione delle patch on-premise possono essere elevati a causa della necessità di risorse dedicate. Tuttavia, queste spese possono essere ottimizzate nel tempo per adattarsi ai requisiti specifici dell’organizzazione.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;Gestione delle patch basata su cloud&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;La gestione delle patch basata su cloud utilizza servizi cloud, in cui il software e l’infrastruttura di gestione delle patch sono ospitati sui server del provider di servizi e accessibili tramite Internet. Questo approccio offre interfacce intuitive e processi automatizzati, semplificando la gestione delle patch su diversi sistemi e software.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Con la gestione delle patch nel cloud, il provider gestisce l’infrastruttura e la piattaforma sottostanti, come server, reti, sistemi operativi e middleware. Questo significa un’attività in meno di cui occuparsi, consentendo di concentrarsi sul patching di applicazioni e dati.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Inoltre, il cloud offre un’elevata scalabilità, consentendo alle aziende di regolare l’utilizzo in base alle necessità senza preoccuparsi della capacità dei server fisici. Dal punto di vista dei costi, la gestione delle patch nel cloud prevede generalmente un canone di abbonamento, risultando più conveniente e riducendo al contempo la necessità di un’ampia infrastruttura IT interna e di personale dedicato.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sebbene la gestione delle patch basata su cloud offra numerosi vantaggi, è importante riconoscere potenziali aspetti critici come preoccupazioni legate alla sicurezza, downtime, problematiche di privacy dei dati e sfide di conformità. Archiviare dati sensibili nel cloud può sollevare timori di violazioni dei dati e accessi non autorizzati, mentre la manutenzione programmata o downtime imprevisti da parte dei provider cloud possono interrompere la distribuzione delle patch. Inoltre, gestire la privacy dei dati e garantire la conformità alle normative può essere complesso, soprattutto se determinati dati devono essere conservati on-premise.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tuttavia, molti di questi svantaggi possono essere mitigati efficacemente scegliendo un partner di gestione delle patch nel cloud affidabile e autorevole. Un fornitore valido darà priorità a solide misure di sicurezza, ridurrà al minimo il downtime, offrirà soluzioni di conformità chiare e garantirà trasparenza nelle pratiche di gestione dei dati. Questo rende la gestione delle patch basata su cloud un’opzione interessante, spesso superiore alle sfide delle soluzioni on-premise.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’approccio migliore alla gestione delle patch per la tua organizzazione dipenderà dai requisiti specifici, dal budget e dalle capacità IT. Tenendo conto di questi fattori, le organizzazioni possono scegliere il tipo di soluzione più adatto a supportare i loro obiettivi di lungo termine.&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Svantaggi della gestione delle patch on-premise&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Migrare dalla gestione delle patch on-premise a una soluzione basata su cloud apre la strada a una gestione delle patch più efficace e solida, scalabile, conveniente e in grado di favorire la collaborazione trasversale. Sebbene la gestione delle patch on-premise sia stata la scelta tradizionale, presenta molte sfide che possono rallentare le operazioni, rendendo difficile tenere il passo con il ritmo del business.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Gli ostacoli finanziari e operativi legati al mantenimento di un’infrastruttura di gestione delle patch on-premise possono essere significativi. L’investimento in server dedicati, licenze software e personale specializzato non è trascurabile. Man mano che le organizzazioni crescono e i loro ambienti IT diventano più complessi, l’esigenza di scalabilità diventa una preoccupazione importante, aumentando il rischio di patch mancanti e vulnerabilità di sicurezza.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I problemi di compatibilità aggravano ulteriormente la sfida della gestione delle patch on-premise. L’applicazione delle patch può causare conflitti con software o hardware esistenti, che a loro volta possono generare instabilità del sistema o downtime. Risolvere questi problemi può essere complesso e richiedere molto tempo, spesso con test e attività di troubleshooting estesi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La forza della gestione delle patch nel cloud rappresenta la risposta a questi ostacoli. Consente alle organizzazioni di ottimizzare le proprie strategie di migrazione al cloud offrendo gestione centralizzata, visibilità migliorata, sicurezza rafforzata e scalabilità semplificata. Questa transizione favorisce efficienza operativa, sicurezza solida e conformità fluida, permettendo alle organizzazioni di prosperare in un panorama digitale in continua evoluzione.&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Vantaggi della gestione delle patch nel cloud&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;La gestione delle patch nel cloud semplifica le operazioni e migliora la sicurezza. La gestione e il controllo centralizzati consentono ai team IT di distribuire e monitorare in modo efficiente le patch in più ambienti cloud, garantendo protezione e conformità coerenti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Una maggiore visibilità sullo stato delle patch dei workload cloud rafforza ulteriormente la sicurezza consentendo aggiornamenti tempestivi e mitigazione delle vulnerabilità. I processi di patching automatizzati riducono la necessità di interventi manuali, contribuendo a minimizzare il rischio di errore umano e a migliorare l’efficienza.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dopo il passaggio al cloud, &lt;a href="https://www.ivanti.com/it/customers/southstar-bank"&gt;SouthStar Bank&lt;/a&gt; ha ottenuto notevoli risparmi di tempo e una sicurezza rafforzata. Con Ivanti Neurons for Patch Management, ha acquisito insight preziosi e automazione, riducendo di diversi giorni al mese il tempo dedicato alla ricerca e alla risoluzione delle vulnerabilità. La capacità di Neurons di fornire dati accurati consente di individuare e risolvere rapidamente problemi dei dispositivi correlati a patch, minacce zero-day e aggiornamenti out-of-band.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Affrontando le vulnerabilità in modo tempestivo, la gestione delle patch nel cloud può contribuire a migliorare il livello di sicurezza di un’organizzazione e a ridurre il rischio di violazioni dei dati e guasti di sistema. Questo approccio proattivo può aiutare a proteggere i dati sensibili, mantenere l’integrità dei sistemi e garantire la disponibilità continua dei servizi critici.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Inoltre, la gestione delle patch nel cloud può generare significativi risparmi sui costi riducendo la necessità di risorse IT estese e semplificando le complessità che possono accompagnare la gestione delle patch on-premise. Processi operativi ottimizzati e minori attività manuali contribuiscono a migliorare l’efficienza dei costi e l’allocazione delle risorse.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La gestione delle patch nel cloud offre una soluzione completa per mantenere la sicurezza e la stabilità dei sistemi IT nel cloud. Grazie a solide misure di sicurezza e a un accesso senza interruzioni da qualsiasi luogo, la gestione delle patch basata su cloud favorisce il lavoro di squadra, la collaborazione interfunzionale e l’integrità dei dati.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Gestione centralizzata, visibilità migliorata, processi automatizzati, sicurezza rafforzata e risparmi sui costi sono solo alcuni dei motivi per cui le organizzazioni dovrebbero adottare la gestione delle patch nel cloud.&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Migrare con semplicità&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Scegliere il provider cloud giusto è fondamentale per un percorso di migrazione al cloud sicuro e di successo. Cerca un provider con una comprovata esperienza nella migrazione al cloud, che offra una suite completa di servizi per supportare la transizione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quando si sceglie un provider per la gestione delle patch, è fondamentale assicurarsi che soddisfi esigenze e requisiti, soprattutto per quanto riguarda la valutazione e la mitigazione del rischio. Poniti domande su come vengono identificate le vulnerabilità: si basa sull’esposizione e sulla sfruttabilità? Come viene calcolata la conformità e quali capacità di reporting sono disponibili? Come vengono prioritarizzate le patch? Esistono eventi di logging per audit trail e responsabilità di remediation?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Scegliere il provider SaaS giusto implica valutare le sue policy, procedure e SLA di gestione delle patch, oltre a verificare la crittografia dei dati sia in transito sia a riposo. Inoltre, considera la cronologia e la frequenza delle patch, la qualità e la disponibilità del servizio, la prevedibilità della soluzione di gestione delle patch e i costrutti di sicurezza sottostanti. In questo modo, puoi assicurarti che la soluzione sia &lt;a href="https://www.ivanti.com/glossary/secure-by-design" target="_blank" rel="noopener"&gt;sicura by design&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Con &lt;a href="https://www.ivanti.com/it/products/ivanti-neurons-for-patch-management"&gt;Ivanti Neurons for Patch Management&lt;/a&gt;, puoi sperimentare una soluzione cloud che va oltre le capacità on-premise. Passa al cloud con i tuoi tempi, senza la necessità di una strategia rip-and-replace dirompente. Grazie alla visibilità sui dispositivi gestiti sia nel cloud sia on-premise, potrai contare su un processo di migrazione fluido e controllato. Puoi migrare workload e applicazioni in modo incrementale, riducendo l’impatto sulle operazioni IT e massimizzando l’uptime.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’ampia esperienza di Ivanti nella migrazione al cloud offre il controllo granulare e la flessibilità necessari per adattare la migrazione alle esigenze specifiche della tua azienda. Che tu stia migrando interi workload o applicazioni specifiche, la nostra soluzione è personalizzabile per adattarsi al tuo panorama IT unico. Migra con fiducia, con un partner affidabile al tuo fianco.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 24 Oct 2024 10:00:00 Z</pubDate></item><item><guid isPermaLink="false">f923140d-1faf-4f44-a476-9cc817e37c38</guid><link>https://www.ivanti.com/it/blog/cloud-migration-unlock-the-full-power-of-your-unified-endpoint-management-solution</link><atom:author><atom:name>Mariah Shotts</atom:name><atom:uri>https://www.ivanti.com/it/blog/authors/mariah-shotts</atom:uri></atom:author><category>Gestione degli endpoint</category><title>Migrazione al cloud: libera tutto il potenziale della vostra soluzione di Unified Endpoint Management</title><description>&lt;p&gt;Per comprendere le sfide che i team IT moderni devono affrontare nella gestione di una vasta gamma di endpoint, c’è una parola che ricorre costantemente: &lt;em&gt;proliferazione.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Le organizzazioni si trovano di fronte a un ecosistema in rapida espansione di dispositivi di rete, strumenti e asset, alcuni dei quali sono talmente nascosti alla vista che l’IT non sa nemmeno che esistano. Questa crescita della superficie di attacco è uno dei motivi per cui &lt;a href="https://www.ivanti.com/resources/research-reports/attack-surface-management" rel="noopener" target="_blank"&gt;le recenti ricerche Ivanti&lt;/a&gt; hanno rilevato che oltre la metà dei professionisti IT dichiara di non essere molto fiduciosa nella propria capacità di bloccare un incidente di sicurezza dannoso nei prossimi 12 mesi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Un dato altrettanto preoccupante: più di un professionista su tre afferma di essere meno preparato a rilevare le minacce e a rispondere agli incidenti rispetto a un anno fa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;È una situazione che richiede nuovi metodi e strumenti. Lo Unified Endpoint Management (UEM) è uno di questi: un approccio olistico che semplifica la gestione IT, rafforza la sicurezza e trasforma l’esperienza digitale dei dipendenti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Come molte altre soluzioni prima di esso, anche l’UEM è oggetto di una forte spinta verso il cloud. Se implementato correttamente, l’UEM basato sul cloud può semplificare le operazioni IT di un’organizzazione, rafforzarne la postura di sicurezza e offrire ai dipendenti un accesso fluido alle risorse.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Esaminiamo le considerazioni principali, le strategie e le best practice per un percorso di migrazione UEM al cloud di successo.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;UEM in cloud e UEM on-premises a confronto&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Nella scelta delle soluzioni UEM, le organizzazioni devono decidere tra modelli basati sul cloud e modelli on-premises. L’UEM basato sul cloud riduce la necessità di infrastrutture IT interne, offrendo risparmi sui costi, scalabilità e accessibilità da remoto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Al contrario, l’UEM on-premises consente una maggiore personalizzazione e integrazione con i sistemi esistenti, ma richiede investimenti significativi in hardware e personale IT e potrebbe non offrire la stessa flessibilità delle soluzioni cloud. La decisione dovrebbe basarsi sulle esigenze specifiche, sul budget e sulle capacità IT dell’organizzazione, assicurando che il modello scelto sia in linea con obiettivi e finalità a lungo termine.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;Rischi dell’UEM on-premises&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Sebbene le soluzioni UEM on-premises offrano una sensazione di controllo e riservatezza dei dati, comportano diversi svantaggi e difficoltà che possono ostacolare la capacità di un’organizzazione di ottenere pienamente i benefici desiderati.&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
	&lt;li&gt;I costi elevati derivano dall’hardware, dal software e dal supporto continuo necessari per l’UEM on-premises. Le organizzazioni devono investire in server, storage e infrastruttura di rete, oltre ad acquistare e mantenere le licenze software. Inoltre, per la gestione e la manutenzione è necessario personale IT dedicato, con un aumento delle spese operative.&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;La sicurezza è fondamentale per le soluzioni UEM on-premises e richiede aggiornamenti regolari e risorse significative per essere mantenuta. Ciò include sia misure di cybersicurezza sia la sicurezza fisica per prevenire accessi non autorizzati, rendendo l’attività costosa e dispendiosa in termini di tempo.&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;Le soluzioni UEM on-premises non offrono la scalabilità e la flessibilità delle alternative basate sul cloud. Con la crescita o l’evoluzione delle aziende, le loro esigenze UEM possono cambiare. Tuttavia, scalare una soluzione UEM on-premises può essere complesso e richiedere molte risorse, oltre a ulteriori investimenti in hardware e software. Allo stesso modo, adattare la soluzione per supportare nuovi dispositivi o sistemi operativi può essere impegnativo e richiedere tempo.&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;La perdita di dati è un rischio importante associato alle soluzioni UEM on-premises, dovuto a guasti hardware, disastri naturali o errori umani. Le organizzazioni devono definire solide strategie di backup e ripristino dei dati per ridurre questo rischio, aumentando ulteriormente la complessità e i costi dell’infrastruttura UEM complessiva.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;h2&gt;Vantaggi del cloud&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;La migrazione della vostra soluzione UEM al cloud consente di sbloccare numerosi vantaggi in grado di trasformare la gestione IT e migliorare l’esperienza digitale dei dipendenti.&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Ottimizzazione dei costi:&lt;/strong&gt; l’adozione del cloud elimina la necessità di un’ampia infrastruttura on-premises, riducendo i costi di hardware e manutenzione. Con i modelli cloud basati su abbonamento, le organizzazioni pagano solo per le risorse che utilizzano, ottimizzando i budget IT e liberando capitale per iniziative strategiche.&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Sicurezza potenziata:&lt;/strong&gt; le soluzioni UEM basate sul cloud offrono una sicurezza solida per proteggere dati e dispositivi sensibili. Aggiornamenti e patch regolari assicurano protezione contro le minacce più recenti. La gestione centralizzata consente policy di sicurezza coerenti su tutti gli endpoint, riducendo le vulnerabilità e garantendo la conformità.&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Scalabilità fluida:&lt;/strong&gt; la scalabilità nativa del cloud semplifica l’espansione e la riduzione in linea con l’andamento della vostra azienda. Il provisioning e il de-provisioning dei dispositivi sono semplici, permettendovi di adattarvi alle esigenze in evoluzione senza essere frenati dall’infrastruttura.&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Collaborazione e flessibilità potenziate:&lt;/strong&gt; il cloud consente una collaborazione fluida tra team e dispositivi, indipendentemente dalla loro posizione o dal sistema operativo. I dipendenti possono accedere ai dati e scambiarli in modo sicuro da qualsiasi luogo, aumentando produttività e flessibilità.&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Implementazione rapida e complessità ridotta:&lt;/strong&gt; le soluzioni UEM basate sul cloud offrono un’implementazione più rapida rispetto alle configurazioni on-premises. Con requisiti infrastrutturali minimi, le organizzazioni possono essere operative rapidamente, riducendo la complessità della gestione IT.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;Sfruttare l’UEM basato sul cloud significa avere accesso costante ai progressi tecnologici che mantengono la vostra organizzazione all’avanguardia nell’innovazione. In ultima analisi, questo contribuisce a migliori risultati di business e a un’esperienza digitale superiore per i dipendenti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Correlato: &lt;a href="https://www.ivanti.com/it/customers/conair"&gt;Scopri come Conair ha tratto vantaggio dalla migrazione all’UEM basato sul cloud&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;La migrazione UEM al cloud non deve essere complicata&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Spostare la vostra soluzione UEM nel cloud può sembrare un’attività complessa, ma non deve necessariamente esserlo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ecco una panoramica dei passaggi da seguire per una migrazione al cloud di successo, che tenga conto sia degli aspetti tecnici sia di quelli umani coinvolti:&lt;/p&gt;

&lt;h3&gt;1. Valutazione iniziale e pianificazione&lt;/h3&gt;

&lt;ul&gt;
	&lt;li&gt;Valutare l’attuale configurazione UEM, identificando dispositivi, utenti e applicazioni gestiti.&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;Definire le funzionalità UEM in cloud necessarie per scalabilità, aggiornamenti e sicurezza.&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;Assicurarsi che la migrazione rispetti gli standard di sicurezza e la conformità normativa.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;h3&gt;2. Scelta di un provider UEM in cloud&lt;/h3&gt;

&lt;ul&gt;
	&lt;li&gt;Valutare i potenziali fornitori in base alle capacità di sicurezza, scalabilità, integrazione e supporto.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;h3&gt;3. Backup dei dati e preparazione alla migrazione&lt;/h3&gt;

&lt;ul&gt;
	&lt;li&gt;Eseguire il backup dei dati critici, incluse le impostazioni dei dispositivi, prima della migrazione.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;Catalogare tutti i dispositivi e le app per garantire una migrazione completa; assicurarsi di individuare e includere anche quelli nascosti, compresi i dispositivi BYOD non gestiti.&lt;/p&gt;

&lt;h3&gt;4. Migrazione per fasi&lt;/h3&gt;

&lt;ul&gt;
	&lt;li&gt;Iniziare con una fase pilota per un piccolo gruppo, così da affrontare eventuali problemi.&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;Distribuire quindi gradualmente la soluzione UEM in cloud su scala più ampia, monitorando i progressi e risolvendo i problemi.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;h3&gt;5. Registrazione e configurazione degli endpoint&lt;/h3&gt;

&lt;ul&gt;
	&lt;li&gt;Utilizzare l’automazione per semplificare la registrazione dei dispositivi nell’UEM in cloud.&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;Adeguare le policy di gestione e sicurezza dei dispositivi al nuovo sistema.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;h3&gt;6. Sicurezza e monitoraggio continui&lt;/h3&gt;

&lt;ul&gt;
	&lt;li&gt;Implementare misure di sicurezza solide e un monitoraggio continuo con strumenti cloud-native.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;h3&gt;7. Ottimizzazione post-migrazione&lt;/h3&gt;

&lt;ul&gt;
	&lt;li&gt;Valutare le prestazioni per assicurarsi che tutti i dispositivi siano operativi.&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;Utilizzare l’automazione per aggiornamenti e manutenzione periodici.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;Con il partner giusto, questo processo può essere fluido e semplice, grazie all’esperienza e a un track record comprovato applicati alla vostra migrazione UEM. Un partner può aiutarvi a valutare l’ambiente attuale, sviluppare un piano di migrazione ed eseguire la migrazione con interruzioni minime.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Tuttavia, il lavoro di un buon partner non termina con la migrazione. Continuerà a supportarvi, assicurando che la vostra soluzione UEM funzioni nel cloud in modo sicuro ed efficiente. Dovrebbe offrire servizi completi che includono valutazione, pianificazione, migrazione e supporto continuo, basati su metodologie comprovate e su ingegneri certificati con una solida competenza ed esperienza nella migrazione UEM.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In definitiva, potrete ottenere una migrazione UEM al cloud di successo, sfruttando appieno i vantaggi del cloud senza le complessità e i problemi che possono derivare dalla scelta del partner sbagliato o dal tentativo di procedere autonomamente.&lt;/p&gt;
</description><pubDate>Tue, 08 Oct 2024 14:30:56 Z</pubDate></item></channel></rss>